giovedì 23 settembre 2010

LA FAMIGLIA GNECCHI RUSCONE A VERDERIO di Marco Bartesaghi


La famiglia Gnecchi Ruscone, originaria di Garlate, alla fine del XVII secolo si era dedicata alla produzione della seta e aveva sviluppato questa attività nei due secoli successivi, portando la propria azienda a diventare, in particolare nella commercializzazione del filato, una delle più importanti di Lombardia e, quindi, d'Italia. La famiglia aveva curato direttamente la ditta fino al 30 aprile 1878; in seguito l'aveva data in gestione a due vecchi collaboratori, Giuseppe Ferrario e Michele Sessa.
La presenza degli Gnecchi a Verderio ebbe inizio nel 1842, quando Giuseppe e Carlo, figli di Giuseppe Antonio e di Giuseppa Ruscone, ricevettero in eredità da uno zio, Giacomo Ruscone, i beni che questi aveva acquistato nel 1824 dal marchese Decio Arrigoni..


 GIUSEPPE GNECCHI RUSCONE E DI GIUSEPPINA TURATI, SEDUTI
ALLE DUE ESTREMITA', CON I FIGLI: ERMINIA, SEDUTA IN CENTRO, FRANCESCO, CHE LEGGE,
ANTONIO, VICINO AL PADRE, ERCOLE IN PIEDI FRA LE ALTRA DUE SORELLE, CAROLINA E AMALIA.


Con l'eredità, i due fratelli acquisirono, dello zio, anche il cognome, Ruscone, che da allora identifica questo ramo della famiglia: Gnecchi Ruscone.
La proprietà di Verderio si estendeva sul territorio dei due attuali comuni, ma era concentrata soprattutto a Verderio Superiore, dove gli Gnecchi possedevano edifici rurali, situati in gran parte nel vecchio nucleo, e terreni. Non vi facevano parte le antiche cascine, Airolda, Prati (della famiglia Confalonieri), e Malpensata (Casineta); era loro invece la cascina Mezzanuga, ora non più esistente. La proprietà comprendeva una villa padronale già appartenuta, anch'essa, agli Arrigoni, che l'avevano acquistata nella prima metà del diciassettesimo secolo dalla famiglia Airoldi.


VILLA ARRIGONI - GNECCHI

Nei decenni successivi, con acquisti e permute, i due fratelli modificarono la consistenza dei loro beni e realizzarono due cascine, Amalia e Isabella, la prima dedicata alla moglie di Carlo, Amalia Decio, la seconda alla nuora di Giuseppe, moglie del figlio Francesco, Isabella Bozzotti.


CASCINA ISABELLA, SULLA STRADA PER CORNATE

Carlo Gnecchi Ruscone, che era nato nel 1816, morì nel 1886 senza lasciare figli.
Il 7 ottobre 1846 Giuseppe Gnecchi Ruscone sposò Giuseppina Turati, figlia del Conte Francesco; dal loro matrimonio nacquero Francesco, Ercole, Amalia, Carolina, Antonio ed Erminia.
Giuseppe fu sindaco di Verderio dal 1859 al 1889. Fra le sue realizzazioni il cimitero e l'asilo che prese il nome della moglie, Giuseppina, con la quale fu promotore di diverse iniziative benefiche e di scuole per adulti.


GIUSEPPE GNECCHI RUSCONE


Nel 1888 gli Gnecchi acquistarono l'intera proprietà Confalonieri, entrando così in possesso delle antiche cascine cui già si è accennato, delle più recenti, La Salette e Alba, dell'Aia posta all'incrocio della strada per Paderno e della villa oggi conosciuta come Villa Gnecchi.


VILLA CONFALONIERI - GNECCHI,
LO SCALONE CENTRALE VOLUTO
DA VITORIO GNECCHI

Alla morte di Giuseppe, avvenuta il 30 aprile 1893, la proprietà fu divisa tra i figli Francesco, Ercole e Antonio: al primo rimase, fra l'altro, la villa ex-Confalonieri, al secondo una villa di Paderno, acquistata intorno al 1880 e tuttora appartenente ai suoi discendenti, al terzo la villa ex-Arrigoni.


FRANCESCO GNECCHI RUSCONE

Francesco divenne sindaco di Verderio nel 1893, dopo il padre, che si era dimesso per gravi motivi di salute, e il Conte Luigi Annoni, che ricoprì la carica per un breve periodo. Nel 1905, mentre era primo cittadino, si consumò la frattura del comune di Verderio nei due comuni autonomi di Verderio Superiore e Verderio Inferiore: Francesco fu pertanto sindaco di Verderio fino a quell'anno e di Verderio Superiore fino al 1918. Con il diretto intervento finanziario della famiglia, in quegli anni furono realizzate diverse importanti opere d'interesse pubblico: l'acquedotto "Fonte Regina" (1895), la chiesa e la casa parrocchiale (1902), il municipio, comprendente anche le aule scolastiche (1910), l'ambulatorio e la maternità.


ANTONIO GNECCHI RUSCONE

Dal matrimonio tra Francesco e Isabella Bozzotti (11 febbraio 1873) nacquero Cesare, Vittorio e Carla.
Al figlio di Cesare, Gianfranco, si deve l'ultimo importante acquisto della famiglia: la cascina Bergamina e i relativi terreni a Verderio Inferiore, venduti nel 1933 da Federico Annoni. Il fondo comprendeva la Roggia Annoni, un antico canale d'irrigazione proveniente dal lago di Sartirana.



CESARE GNECCHI RUSCONE

Vittorio ebbe in eredità la Villa di Verderio Superiore, a cui aggiunse, negli anni venti del novecento, le statue sulla balaustrata e il parapetto in pietra scolpita della scalinata centrale. A lui si deve anche la fontana di Nettuno, nel prato prospiciente la villa, e la sistemazione a parco del terreno che, dalla cancellata che racchiude i giardini, giunge fino al confine con Paderno d'Adda. Vittorio Gnecchi, che di Verderio fu per alcuni anni podestà, fu musicista di un certo valore: a Verderio presentò, il 7 ottobre 1896, la sua prima opera, "Virtù d'Amore": una lapide, nel cortile dell'ala rustica di Villa Gnecchi, ricorda l'avvenimento. In qualche modo riconducibile alla sua attività artistica è anche la fontana posta sul confine con Paderno d'Adda, dove un gruppo di statue rappresenta la caccia al cinghiale intrapresa da Meleagro e da Atalanta: proprio a quest'ultimo personaggio della mitologia greca è dedicato un balletto composto dal maestro Vittorio Gnecchi nel 1929.
All'altro figlio di Giuseppe, Antonio, toccò la parte dei beni di Verderio non passati in eredità a Francesco. Suo figlio Alessandro successe a Vittorio nella carica di podestà e fu sindaco di Verderio Superiore, designato dal CLN subito dopo la Liberazione. La presenza in paese di questo ramo della famiglia è tuttora assicurata dalla famiglia Gavazzi (Pia, figlia di Alessandro, sposò Rodolfo Gavazzi l'11 gennaio 1932), proprietaria dell'Azienda Agricola ai Boschi, dedita all'allevamento di bovini, che comprende la cascina S. Antonio ai Boschi costruita nel 1942.

Marco Bartesaghi 

Nessun commento:

Posta un commento