sabato 19 giugno 2010

A CASCINA BERGAMINA LE POESIE DI GIANCARLO CONSONNI



Giancarlo Consonni, poeta
è nato a Merate il 14 gennaio 1943. Ha vissuto fino al 1967 a Verderio Inferiore, cittadina della Brianza, per poi trasferirsi a Milano, dove si è laureato in Architettura nel 1969. E' professore ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano. Dagli anni Ottanta scrive e pubblica poesia, soprattutto nella lingua lombarda della natia Brianza: Lumbardia, Prefazione di Franco Loi (I Dispari, 1983), Viridarium, Commento di Franco Loi, (All'insegna del pesce d'oro, 1987), In breve volo, Presentazione di Raffaello Baldini (All'insegna del pesce d'oro, 1994), Vûs, con una nota di Cesare Segre (Einaudi, 1997), Luì, Einaudi, Torino 2003.

Fonte:
http://www.premioantoniofogazzaro.it/giuria_poesia_.html
 
GIANCARLO CONSONNI foto di Denise Motta 

giovedì 17 giugno 2010

SACCHEGGIO ALLA CASA AIROLDI DI ROBBIATE DOPO LA BATTAGLIA DEL 28 APRILE 1799 a cura di Maria Fresoli



Nel fondo "Airoldi di Robbiate" dell'Archivio di Stato di Milano, sono conservati due documenti che, pur essendo molto posteriori come data, riguardano la battaglia di Verderio del 28 aprile 1799, combattuta fra l'esercito austro - russo, che ebbe la meglio, e quello francese. Alla fine della battaglia i soldati russi saccheggiarono la casa dei conti Airoldi, disperdendo i documenti comprovanti l'appartenenza alla nobiltà della famiglia. Nei documenti che qui si presentano due testimoni,  Francesco Consoni e Giovanni Panzeri, raccontano che la famiglia Airoldi di Robbiate è sempre stata conosciuta come famiglia di antica nobiltà.


1° documento (1)

Oggi giorno 31 luglio 1858
Essendosi trasferito in Robbiate l'I.R. Commissario Distrettuale di Brivio allo scopo di sentire i più provetti ed onorati terrieri sull'opinione che si tiene della Nobiltà della casa di S. E. l'I, R. Tenente maresciallo Barone Paolo Ajroldi di Robbiate e sugli avvenimenti dell' anno 1799, per cui possa essere probabile che la sullodata Illustrissima famiglia abbia perduto in tale circostanza le carte relative alle prove della Nobiltà di cui era insignita.
Comparso il nominato Consoni Francesco quondam Giovanni Antonio d'anni 76 antico terriero di detto Comune di Robbiate, ed interpellato in argomento, come sopra rispose:


CASA AIROLDI IN PIAZZA PAOLO AIROLDI 
A ROBBIATE  - Foto 1


"Io ho sempre sentito dire che la famiglia Ajroldi di Robbiate, dalla quale discende S. E. il Tenente Maresciallo Barone Paolo è nobile et tale posso assicurare che è sempre stata considerata da tutti questi terrieri e dai circostanti anche nei tempi della mia infanzia.
La famiglia Ajroldi aveva sepolcro proprio nella Chiesa Parrocchiale di Robbiate, ed in riguardo specialmente il padre di S. E. l'attuale I. R. Tenente Maresciallo Barone Paolo de Ajroldi posso assicurare che comunemente lo chiamavano Don Ambrogio.
Il quanto poi agli avvenimenti del 1799, osservo che avendo i soldati francesi toccata una sconfitta sul Veronese si erano ritirati parte verso Lecco e parte verso Cassano, per il che, vedendo le armate Austro Russe, scoperto il porto di Brivio, lo scelsero per attraversare l'Adda.
Allora i Francesi si concentrarono in Verderio e, passando per Robbiate  una mano di soldati che li chiamavano "quelli di Roan", vi saccheggiarono più abitazioni, percotendo e ferendo diversi comunisti che stavano per celarsi per lo spavento nelle case. Ma ritiratisi i Francesi successero subito gli Austro Russi, e specialmente i Russi si distinsero a rubare. Anzi, essendo a quel tempo Deputato di Robbiate Don Giovanni Ajroldi, fratello maggiore di don Ambrogio, padre di S.E. l'attuale I. R. Tenente Maresciallo Barone Paolo, ne invasero la sua casa che posero a soqquadro e, spogliatolo persino della camicia che aveva indosso, lo lasciarono con pugni e ributtanti villanie.
Ritengo che in tal occasione ogni documento riguardante la prova di Nobiltà dell'Illustrissima famiglia Ajroldi sarà stato distrutto.
Di tutto quanto ho detto sono pronto a dare conferma anche con giuramento in prova di che, mi sottoscrivo di mia propria mano.
Consoni Francesco"

L' I. R. Commissario Distrettuale
D.re Francesco Casati
                                             
(1)  Archivio di Stato Milano,  Fondo  Ajroldi di Robbiate - cart. 4  -  fasc.  2       

CASA AIROLDI DI ROBBIATE - Foto 2


2°Documento (2)

...Comparso il nominato Panzeri Giovanni del fu Antonio d'anni 74, antico terriero di detto Comune di Robbiate, ed interpellato in argomento come sopra, rispose:

"non solo in Robbiate ma in tutti i circonvicini paesi che io conosco, la famiglia dalla quale dipende S.E.  l'I.R.  Tenente Maresciallo Barone Paolo de Ajroldi, fu sempre stata Illustrissima, ciò che equivale a Nobile, ed il padre di S.E. sullodata chiamatasi Don Ambrogio.
L'illustrissima famiglia Ajroldi aveva sepolcro proprio nella Chiesa Parrocchiale di Robbiate.
Nella circostanza della battaglia di Verderio, seguita nella primavera del 1799, il comune di Robbiate incontrò gravissimi disordini, essendo stato depredato prima dai Francesi, che si concentrarono in Verderio, e poi dai Russi, che passato l'Adda a Brivio si avvicinarono a Verderio per respingerli. E' provabilissimo, ed anzi ritengo per certo che da tale circostanza la famiglia Ajroldi abbia perduto ogni documento di propria nobiltà di cui era insignita, imperocché, essendo in quel tempo Don Giovanni Ajroldi (Fratello maggiore di don Ambrogio)primo deputato la cui casa fu la più investita, e tra le tante disgrazie che quell'ottimo signore ebbe e sostenne, fu di vedersi saccheggiare dai Russi la casa, i quali gli tolsero persino la camicia che indossava e con villania di pugni e schiaffi lo lasciarono ignudo.
Di tutto il suesposto mi dichiaro pronto all'occasione di dare conferma con giuramento, in prova di che, siccome illetterato mi firmo col seguente segno di croce".

L'I.R. Commissario D.re Francesco Casati  

(2) Archivio di Stato Milano- fondo Ajroldi di Robbiate - cart. 4 - fasc.2                              

IL "COUS COUS" DELLA SIGNORA KAROUACHE


La signora Karouache, originaria del Marocco, da anni abitante a Verderio Superiore, anche quest'anno ha preparato il cous cous per la festa dell'intercultura, che si è svolta a Verderio il 12 e il 13 giugno.







Dovendolo preparare pe molte persone, in questa occasione la signora ha acquistato il cous cous già pronto. Quando la quantità necessaria è minore lo prepara da sola, impastando semolino, farina e poca acqua e lavorando il prodotto fino a ridurlo a piccoli semini. Il procedimento lo vedremo un'altra volta.


 Il cous cous deve essere cotto a vapore. Si usano in genere due pentole di alluminio sovrapposte: in quella sottostante si può far bollire acqua o, meglio, mettere a cuocere una delle pietanze che verrà poi servita con il cous cous. In questo caso si otterrà un sapore più intenso.




Quando è pronto il cous cous viene travasato in una marmitta e mescolato per far uscire il vapore ed asciugare.



 A parte vengono cucinati i cibi da servire con il cous cous: il pollo,

i ceci cotti con cipolle e uvette,




la carne di pecora e quella di manzo,


le verdure stufate, qui non ancora preparate.





VICENDE DI DONNE: BRIGIDA DONIZZETTI di Anselmo Brambilla





 Questa è la seconda storia di una donna raccontata da Anselmo Brambilla. La prima è apparsa su questo blog l'1 giugno scorso.
Anche il disegno che illustra questa puntata è di Sara Bartesaghi






Brigida Donizzetti

di Antonio e Teresa Animelli, nata ad Almenno San Bartolomeo il 6 luglio 1906. Era domiciliata in Lecco in quanto moglie dell'operaio comunista Giovanni Gandolfi (4), emigrato clandestinamente  verso la fine del 1936 in Francia per sfuggire alle persecuzioni fasciste.

La Donizzetti madre di una bimba di sei anni, impiegata come operaia cartucciera alla Fiocchi verso la fine del 1938 , decide di raggiungere il marito in Francia, in quanto moglie di un comunista era una sorvegliata speciale, e quindi la cosa non era per niente facile. Decide di giocare d'astuzia , ritorna con la bambina a  casa dei suoi, nella frazione Carosso di Palazzago dove per un certo tempo rimane, sempre mantenuta sotto stretto controllo dalla Questura.

Alla fine con uno stratagemma riesce ad eludere la sorveglianza, ritorna nella città lariana con la scusa di riprendere il suo posto nella Fiocchi, arrivata alla stazione di Lecco acquista, per lei e la figlia, un biglietto del treno per Sondrio, essendo sorvegliata speciale la biglietteria avvisa la Questura, che manda fonogrammi alla Questura di Sondrio con l'invito di arrestare la pericolosa sovversiva in fuga.



Ovviamente a Sondrio la Donizzetti non arriverà mai, degli amici la portano a Como da dove viene aiutata ad espatriare in Svizzera e successivamente in Francia dove alla fine delle sue peripezie, con la figlia, raggiungerà il marito.

Gli agenti della Questura, dopo avere inutilmente aspettato il suo arrivo, mestamente inviano un rapporto alla Questura di Lecco e Bergamo dove dicono che; la  pericolosa sovversiva , presumibilmente aiutata da altri sovversivi è andata a raggiungere il marito in Francia.

Lettera (5) del marito alla Donizzetti datata 4 febbraio 1937 con mittente il fratello Edoardo 10 Rue des Monsiers Montrenis - Seine Francia, anche se un po' sgrammaticata, è significativa delle condizioni in cui vivevano le famiglie delle persone perseguitate dal fascismo.

"Carissima vengo con le mie, dopo avere ricevuto le tue lettere, sono molto contento che tanto te, come la bambina, state bene.

Senti alla prima lettera che mi scrivi mettermi (mettimi) una fotografia della bambina, come della prima , come della seconda.

Che tanto mi stanno a cuore, e anche una delle tue, caro mio amore, che sento sempre il tuo amore che mi dice, farti (fatti) forte che anche questa passerà, e diverremo molto felici, come sempre siamo stati nel passato.

Devi perdonarmi se quando ero a casa mi arrabbiavo.

So che ti sgridavo sempre a dietro, ma nel mio cuore sentivo sempre di amarti, e di volerti tanto bene, come sempre ti avevo detto nel mio primo incontro.

Vorrei segnare (insegnare) alla bambina , che suo papà, è stato vittima del fascismo, e farei sempre segnare (insegnare), non di pregare dio, ma di essere cosciente verso i bambini.

Salutami tanto lo zio da parte mia, di Edoardo e tutti, e cerca di non abbandonarlo lo zio che è tanto buono.

Ricevi tanti saluti e baci da tuo marito tanti bacioni alla piccina che tanto ho voglia di vederla, e anche te.

Tanti saluti a tua famiglia da parte mia, salutami il cugino e cugina Piero e Pierina e i miei nipotini dagli un bacione a ciascuno. 

Giovanni di nuovo saluto tuo e per sempre.

Giovanni 4 febbraio 1937"

Anselmo Brambilla

NOTE
(4) Con il fratello Edoardo aveva combattuto in Spagna, nelle brigate  internazionali.
(5) Lettera conservata nell'Archivio di Stato di Bergamo Fondo Questura - Persone pericolose per l'Unità Nazionale Cartella 22

L'ULTIMO CASCINOTTO DI CANNE A VERDERIO

I cascinotti, "casot", sono piccoli edifici, solitamente al centro di fondi agricoli, utilizzati dai contadini per mettere al riparo gli attrezzi del loro lavoro. A Verderio ce ne sono ancora diversi ma, essendo molti di essi inutilizzati, si vanno via via degradando: alcuni sono ridotto a ruderi o a cumuli di macerie, altri sono in migliori condizioni, ma comunque sofferenti. Molti sono scomparsi, soprattutto a causa dello sviluppo urbanistico.
La gran parte erano costruiti in muratura. Un altro materiale usato per la loro costruzione  erano le canne.
Quello che vi propongo in queste fotografie è stato, fra i cascinotti costruiti in canne, quello che più ha resistito nel nostro paese. Sorgeva a Verderio Superiore, in un terreno compreso fra il cimitero e il prolungamento campestre della via Cesare Cantù.
E' stato distrutto da un incendio nel dicembre del 1991.
 Le  canne palustri usate per le costruzioni sono solitamente di due specie: Arundo phragmites (detta anche Phragmites communis) e Arundo donax.
La prima è volgarmente denominata "canna di palude" e cresce anche nei nostri laghi briantei; utilizzata per fare le arelle per gli intonaci e i soffitti.

La seconda, a fusto più grosso, era coltivata e cresce spesso lungo i fiumi; volgarmente "canna montana". 
E' difficile dire quale delle due sia stata usata per il nostro cascinotto, senza poterle vedere dal vero e da vicino.








venerdì 4 giugno 2010

"TUTTO IL MONDO E' PAESE/ TUTTO IL MONDO IN PAESE"








Le Amministrazioni Comunali di Verderio Inferiore e Verderio Superiore in collaborazione con gli Oratori, il circolo Arci Pintupi e le Associazioni del territorio organizzano
        "La festa Interculturale tutto il mondo è paese/tutto il mondo in paese"









  


 Sabato 12 giugno
Ore 16,00 "Tutto il mondo in una tazza" degustazione Tè presso il parco di Villa Gallavresi a Verderio Inf.
Ore 21,00 Proiezione del film-documento: "Come un uomo sulla terra" di Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer , presso l'Oratorio di Verderio Inf.

  Domenica 13 giugno
Ore 15,00 Cuciniamo insieme piatti tipici di vari popoli presso il centro ricreativo a Verderio Sup. Ore 16,oo " I colori del mondo" Spazio di pittura per bambini presso il Parco Peter Pan
                Verderio Sup.



Ore 19,30 Buffet "sapori dal mondo" presso il Centro ricreativo a Verderio Sup.                 

Durante la cena si terrà uno spettacolo di danza del ventre
Ore 21,30 Spettacolo musicale con il gruppo  "SINAFRICA"

martedì 1 giugno 2010

L'ARTE INFANTILE: GLI ARTISTI DEL MONDO DIVENTANO BAMBINI una conferenza di Elisabetta Parente



La serata è organizzata a favore del progetto "Adotta una scuola rurale in Ciad" sostenuta dalle classi della scuola "Don MIlani". Pertanto l'ingresso alla conferenza è libero, ma saranno ben accetti i contributi degli spettatori per finanziare tale progetto, di cui potrete avere documentazione presso il banchetto ACRA all'ingresso. Grazie !

OMBRA DI LUNA una poesia di "Cri"


Ombre
Di luna piena
Che di notte
Ritagliano sagome di 
Alberi
Spiegati di
Giorno
Nei cieli..
......Ombre che di
giorno
danno ristoro
ai fiori
accaldati nell'ora
del meriggio...
dipingono sui muri
contrasti di
chiaroscuri
di quelle stesse fronde
ritagliate
di notte da luce diversa.
Che miracolo
Questo quadro di vita
Visibile a chi
Assapora con gaudio
La bellezza
Che intorno si mostra e ci
Accarezza....
Visibile a chi
con Occhi
Bambini
Si ferma stupito dall'incanto
Alzando al cielo i propri visi chini..

cri 2006

"Cri" abita a Verderio Superiore. Mi ha dato questa poesia da pubblicare sul blog, pregandomi di mantenere riservata la sua identità. M.B.




VICENDE DI DONNE: IOLE CAGNASSO di Anselmo Brambilla

Tre fatti legati alla vita quotidiana di donne semplici come condizione sociale e umana. ma, estremamente forti come fede in alcuni valori, storie di chi , ha vissuto semplicemente e  pagato duramente, le propri idee e convinzioni senza clamori ma con dignità e coraggio. donne che non hanno fatto la storia ma, che hanno vissuto la storia .

Le vicende qui descritte, solo fisicamente hanno dei riferimenti, per il resto sono senza tempo, il filo conduttore è idealmente legato alla coerenza e al coraggio con il quale queste donne hanno saputo vivere le loro condizioni, incuranti dei disagi e delle sofferenze che questa coerenza ideale causava loro. Anselmo Brambilla

Prima puntata

Iole Cagnasso
di Giovanni e Nina Gay (inglese) nata in Treviglio Provincia di Bergamo,  il 13 giugno 1904. Il  27 ottobre 1925, sposa, con il rito civile  in Firenze, il tipografo Bruno Parenti dal quale avrà due figli.

Il fatto che la riguarda e che fa vedere chiaramente cosa fu il fascismo, al di la di facili e inopportuni revisionismi storici, rispetto alla libertà di opinione, succede il 22 settembre1938 sul treno che da Montecatini porta a Firenze.

Ma vediamo come descrive il fatto il Prefetto di Firenze nella corrispondenza, riservata personale, con il Prefetto di Bergamo al quale viene riferita tutta la vicenda per gli opportuni provvedimenti, essendo la Cagnasso ancora domiciliata Treviglio.


 " Di seguito al mio telegramma p.m. di  ieri, pregomi comunicare che la donna in oggetto,mentre trovatasi il 22 corrente in treno sul tratto Montecatini-Firenze, intavolando una discussione di carattere politico con i compagni di viaggio Bruno Sborgi e Giovanni Vannucci (1), avrebbe attribuito ai soldati combattenti Italiani in Africa Orientale (2 ) di essere stati esecutori dell'ordine che avrebbe dato il Duce di uccidere anche donne e bambini.

Riferendosi più particolarmente alla recente questione Tedesca (3), avrebbe criticato, inoltre, l'opera di S.E. Hitler ed anche quella di S.E. il Capo del Governo, dicendo ancora che gli Inglesi facevano una politica giusta e sana e definendo dignitose le dimissioni date del Presidente del Consiglio Cecoslovacco 
.

Subito arrestata e, opportunamente interrogata, la Cagnasso ha dichiarato di aver sostenuto nella discussione la politica Inglese , perché figlia di madre Inglese, ammettendo di avere aggiunto, o per averlo sentito dire, che in Africa, dai soldati italiani, erano state uccise anche donne e bambini.

Ha ammesso , inoltre , di avere definito dignitose le dimissioni di Hodza e di aver detto: " ci sono alcuni che fanno delle papere  ed invece di riconoscerle le esaltano", escludendo di aver voluto con ciò fare dei confronti con gli uomini di Governo di altri Stati.

Ha negato, infine, di aver pronunziato frasi oltraggiose all'indirizzo del nostro Duce. Da informazioni assunte, la predetta risulta di dubbia condotta politica, per aver manifestato in diverse occasioni sentimenti non favorevoli al Regime; infatti non ha voluto iscrivere i suoi due figli alle scuole elementari, per non far loro indossare la divisa di "Balilla".

Anche il marito Bruno Parenti, tipografo, risulta di dubbia condotta politica. La predetta Cagnasso , circa due anni orsono, tento suicidarsi, per motivi non potuti precisare.

Premesso quanto sopra, si propone che costei sia trattenuta in carcere per la durata di giorni trenta e quindi sia rilasciata previa diffida a termine dell'art. 164  T.U. leggi P.S."


Il Prefetto di Firenze invia la comunicazione del fatto che la vede protagonista alla Prefettura di Bergamo il 30 settembre1938. Al termine dei trenta giorni di prigione, la Cagnasso verrà diffidata dal continuare ad esprimere opinioni in contrasto con l'interesse della patria, inoltre verrà inserita nella lista delle persone pericolose per l'unità nazionale.

Anselmo Brambilla

NOTE
(1) Uno dei suoi  due compagni di viaggio era un confidente della Polizia
(2) Durante la guerra per la conquista dell'Etiopia gli Italiani furono, dagli Inglesi e dal Negus, accusati di efferati massacri di donne e bambini.
(3) L'annessione voluta da Hitler dei Sudetti, zona della Cecoslovacchia abitata da una forte colonia Tedesca, portò il Presidente Hodza a dimettersi, come segno di protesta,  non potendo difendere l'integrità della sua Nazione.

L'illustrazione è di Sara Bartesaghi.